Toolbar

2016

Have 2 items

La mostra “Warhol è Noto ” a Noto nasce come esigenza di voler raccontare, e far conoscere al grande pubblico, la potente forza comunicativa della personalità più ecclettica e importante dell’arte del ‘900: Andy Warhol.

Le opere esposte al Museo Civico di Noto saranno circa 140 provenienti dalla famosissima Collezione Rosini-Gutman (si partirà da 20 disegni degli anni ’50 che descrive l’inizio della sua carriera per passare dalla nota Campbell’s Soup e Brillo alla celebre Marilyn Monroe e Ingrid Bergman, da Man Ray a John Gotti e Liz Taylor al famosissimo Mao e la rara opera su tela di Liza Minelli e quasi tutta la sua produzione dai Flowers ai Cow e Fish. Le famose foto stampate su rulli di carta kodak dal titolo Tacchi a Spillo…per citarne alcuni…e da parecchi prestigiosi pezzi unici che resero noto l’artista nel panorama internazionale). Nello stesso tempo l’esposizione proporrà quella celebrazione di “cose”, “persone” e “simboli” ricorrenti nella business art di Andy Warhol che lo hanno reso forse il più famoso artista dell’era contemporanea: i manifesti dei suoi film, le copertine dei dischi tra cui quelle dei Rolling Stones, Velvet Underground, Graces Jones, alcuni abiti da lui disegnati e autoritratti video. Si troverà in mostra, inoltre, la proiezione di una rarissima intervista realizzata dal giornalista Vanni Ronsisvalle nel 1977 a Roma, dove l’artista viene ripreso nel suo vagabondare per la Città Eterna, incontra personaggi proprio del tessuto sociale romano di quel periodo, come Federico Fellini e si sofferma contemplando le architetture barocche del centro città.

Fama, notorietà, moda, fungono da agenti scatenanti per i prodotti d’arte, piuttosto che opere, intuiti e realizzati dal manager/artista Warhol. Prodotti in cui l’unicum artistico è sublimato nella forza violenta e dirompente della serigrafia, la silkscreen che concede la riproducibilità di una matrice e originali che diventano strumenti di comunicazione. Una produzione seriale di oggetti/soggetti quotidiani, decontestualizzati e resi accessibili al grande pubblico grazie alla loro immagine/icona che non richiede più interpretazioni o letture che sempre hanno indirizzato – limitandola - la visione dell’opera d’arte verso spettatori preparati.
I ritratti di alcuni tra i più famosi vip del jet set internazionale testimoniano il periodo “mondano” e glamour intrapreso da Andy Warhol durante il quale all’artista vennero commissionati ritratti da ogni parte del mondo e dalle più disparate categorie sociali di personaggi, purché facoltose (“Pittore di corte degli anni settanta” è come il critico Robert Rosenblum definisce Warhol).

L’evolversi delle attitudini comunicative, virtuali e non, ha confermato con il trascorrere dei tempi la funzionalità - a tratti subliminale - delle scelte estetiche e stilistiche della produzione made in Warhol in relazione al potere persuasivo dell’immagine. Un potere sempre più inevitabile, elemento primario all’interno di tutti i contesti sociali e sociologici in cui Warhol comunica, suggestiona, trasmette i suoi voleri e le sue tecniche e citazioni.

Pagina facebook: https://www.facebook.com/Warhol-a-Noto-225774064478162/?fref=ts

Pubblicato in Culture

“I casi straordinari di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi costituiscono i due cardini essenziali e terminali del Museo della Follia. Nel primo una visionarietà lussureggiante che determina la creazione di un mondo originale, popolato solodagli animali, domesticie selvaggi, oscillando fra l'idillio campestre e una foresta insidiosa, minacciosa. Nessun pittore del Novecento, se non forse Gino Rossi, ha la stessa esuberanza. Gli animali della foresta sono proiezioni di una rabbia, di un conflitto con il mondo, risolto soltanto nella pittura. Ghizzardi, per converso, rispecchia la fragile condizione umana, e dipinge uomini e 18 donne, prevalentemente solitari. Una sequenza apparentemente senza fine, con le varianti determinate dalle diverse psicologie, ma con una pietas così profonda da autorizzare l'idea di un nuovo Umanesimo, dolente, accorato, contadino. Lo stato di alterazione psichica di Ghizzardi non determina un'accensioneo un'esaltazione, ma una lucidità e una umanissima interpretazione di anime e volti in una galleria di personaggi senza precedenti. Nella sua condizione di disagio, Ghizzardi appare lucidissimo, e ci mette davanti a una umanità disarmata. Ligabue e Ghizzardi lavorano a poca distanza e appaiono perfettamente complementari. E sono parimenti del tutto estranei alla tradizione figurativa del Novecento italiano. Sono due fertili anomalie.” (Vittorio Sgarbi)

"The remarkable cases of Antonio Ligabue and Pietro Ghizzardi represent the two essential and terminal cornerstones of the Museum of Madness. In the former artist we find a lush visionariness that determines the creation of an original world, inhabited only by domestic and wild animals, wavering between an idyll countryside and an insidious, menacing forest. No twentieth- century painter, except perhaps Gino Rossi, has the same exuberance. The animals in this forest are the projection of anger, of an unsolved conflict, resolved only through painting. Ghizzardi, on the other hand, reflects the fragile human condition, he paints men and women who are mainly solitary. A sequence that is apparently without end, whose variants are determined by the different psychologies, but whose pietas is so deep it that it authorizes the idea of a new Humanism, the painful, heartfelt one of the farmer. Ghizzardi’s altered psychological state does not determine either ascent or exaltation; rather, it leads to his clear-sightedness and very human interpretation of people and faces in a hitherto unseen gallery of characters. In his condition of discomfort, Ghizzardi appears to be perfectly lucid, and he places the viewer before a disarmed humanity. Ligabue and Ghizzardi worked not far from each other and appear to be perfectly complementary. And they were both completely extraneous to the twentieth- century Italian figurative tradition. They are both fertile anomalies." (Vittorio Sgarbi)

Sito web:http://www.museodellafollia.it/
Pagina facebook:https://www.facebook.com/Museo-della-Follia-Catania-1082826945102890/?fref=ts

Pubblicato in Culture

Gianni Filippini

WORLD COMPANY IDEAS